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Il Monte Grighine

Buona parte del territorio del Comune di Siamanna si inserisce nel Monte Grighine, sistema montuoso caratteristico per la grande importanza geologica. La sua vetta Cuccuru Mannu non è superiore ai 700 metri sul livello del mare.

Il monte è un'isola paleozoica. Secondo i geologi, tenuto conto dei minerali esistenti nel territorio, la sua nascita risale a 500 milioni di anni fa.
È contenuto entro i confini comunali di Siamanna, Siapiccia, Fordongianus, Allai, Ruinas, Mogorella e Villaurbana, solcato da numerose vallate, con rilievi a volte dolci, come i versanti di Siamanna e Siapiccia, su cui affiorano rocce basaltiche e granitiche erose dal lavoro millenario del vento.

La flora del Grighine è composta quasi prevalentemente da macchia mediterranea che in alcune zone si presenta alta ed impenetrabile ed in altre bassa ed intervallata con vaste aree di cisto, la cui presenza e il campanello dall'allarme che segnala forse l'ultimo stadio del degrado ambientale. Infatti sono poche ormai le zone di bosco d'alto fusto, soprattutto quelle popolate da lecci secolari e sughere, se si esclude la zona di Sa Cora de is Ortus e Su Sruesciu Nieddu e poche altre. Il monte Grighine, per la sua posizione strategica è da sempre punto di collegamento con le montagne dell'interno e del nuorese e sembra sia stato un rifugio sicuro per ladri di bestiame e banditi, come confermano gli anziani quando raccontano che negli anni Quaranta e Cinquanta si nascondevano nella montagna più di dieci pericolosi latitanti.

Alla fine degli anni Sessanta e primi Settanta la svolta storica della montagna: tutti i comuni del perimetro hanno ceduto quasi seimila ettari di territorio ad una società per la realizzazione di un grande rimboschimento a scopo industriale. Ben presto i bulldozer cominciarono a ripulire e a dissodare il terreno, intervenendo anche in costoni con pendenze superiori al 50 per cento e provocando così gravissimi danni ambientali a causa del dilavamento della superficie da parte delle piogge. A quei tempi si misero a dimora milioni di alberi del tipo 'Pinus Radiata' da destinare come materia prima alla cartiera di Arbatax.

Un pauroso incendio, di probabile origine dolosa, distrusse tutta la piantagione il 26 e il 27 luglio 1983. Furono momenti drammatici: le fiamme in poco più di ventiquattro ore ridussero in cenere tutto il Grighine, alimentate da un forte vento di scirocco. Andarono in fumo con gli alberi anche le speranze degli operai della zona che avevano creduto fino in fondo di avere in futuro con questo rimboschimento. Il Grighine aveva ancora una volta subito un altro grave attentato al suo naturale equilibrio ambientale.

L'anno successivo iniziarono da parte dei vari comuni interessati numerose attività volte ad un rapido rimboschimento del monte. I risultati ottenuti furono buoni, numerose infatti le piantine messe a dimora, tra cui lecci, sughere, roverelle ed altre essenze particolarmente adatte al territorio del Grighine, molte delle quali già adulte e rigogliose.

Oggi sul Grighine è presente un imponente Parco Eolico, il quale conta sul solo territorio di Siamanna ben 13 pal.

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