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Storia

Foto storica di Siamanna

Il primo popolamento ad opera della civiltà nuragica è testimoniato dai numerosi edifici a torre dislocati nel territorio tra i quali Auredda, Pajolu, Paba de Sobi, San Giovanni, Caureu, S.Vittoria, Riu Murta etc.

Un primo agglomerato di capanne sorse probabilmente nella parte alta del paese attuale, in località denominata ''Funtana e susu'' prossima ad una sorgente omonima e ad un borgo che gli spagnoli più tardi chiamarono ''Vega''. La dominazione punica lascia i suoi segni in numerose tombe rinvenute nel centro abitato e in varie zone del territorio. La colonizzazione romana, invece, lascia tracce più profonde, tra le quali la Via Massima (Sa Ia Manna) che da Forum Traiani andava a Uselis e che attraversava il territorio ai limiti del paese. Oggi detta strada viene indicata nel linguaggio locale con il nome di ''Sa ia de is romanaius''.

Nel medioevo fu amministrata dal Giudicato di Arborea ed era compresa nella curatoria di Simaxis, poi affidata al marchesato di Oristano.
Sotto la dominazione iberica divenne feudo in mano ai Carroz e nel secolo XVIII passò al marchesato d'Arcais dei Flores - Nurra. Nel 1720 passò in mano ai Duchi di Savoia e fece parte del Regno di Sardegna.

Fino al marzo del 1928 è comune autonomo della Repubblica, facente parte della Provincia di Cagliari e nel tempo è stato interessato da più variazioni territoriali e di denominazione(1). Dal maggio 1928 e fino a dicembre 1947 è frazione del limitrofo comune di Villaurbana unitamente al Comune di Siapiccia; Dal dicembre 1947 al gennaio del 1975 è unito al comune di Siapiccia con la denominazione di: Comune di Siamanna Siapiccia; Dal febbraio del 1975 ad oggi è comune autonomo, passando dalla provincia di Cagliari a quella di Oristano nel 1974.

Le date qui riportate sono state desunte dai registri di stato civile presenti nel Comune.

Il nome Siamanna sembra derivare dall'antica strada romana che da Forum Trajani andava verso Uselis, chiamata appunto Sa Ja Manna. Tutt'ora detta strada viene indicata in catasto con il nome di ''Is Romanaius''.

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