Parte del territorio
del Comune di Siamanna fa parte del Monte Grighine,
sistema montuoso caratteristico sia per la grande
importanza geologica, essendo stato oggetto
di studio per anni da parte diversi geologi,
spesso arrivati dalle più importanti
università della penisola, sia per quell'alone
di mistero che da millenni ha sempre avvolto
questa poco più che una collina, stante
la sua vetta Cuccuru Mannu non superiore ai
700 metri sul livello del mare.
Il monte è un'isola paleozoica, come
affermano i geologi, e questo fa risalire la
sua nascita a circa 500 milioni di anni fa,
considerando i minerali esistenti nel territorio.
E' contenuto entro i confini comunali di Siamanna,
Siapiccia, Fordongianus, Allai, Ruinas, Mogorella
e Villaurbana, solcato da numerose vallate,
con rilievi a volte dolci, come i versanti di
Siamanna e Siapiccia, su cui affiorano rocce
basaltiche e granitiche erose dal lavoro millenario
del vento.
Poco più a nord davvero spettacolare
e suggestivo è il filone bianco e lucente
di quarzo, che parte dalla base della montagna
fin quasi a raggiungere la vetta, visibile nelle
buone giornate da tutto il Cam
pidano
di Oristano. La flora del Grighine è
composta quasi prevalentemente da macchia mediterranea
che in lacune zone si presenta alta ed impenetrabile
ed in altre bassa ed intervallata con vaste
aree di cisto la cui presenza e il campanello
dall'allarme che segnala forse l'ultimo stadio
del degrado ambientale. Infatti sono poche ormai
le zone di bosco d'alto fusto, soprattutto quelle
popolate da lecci secolari e sughere, se si
esclude la zona di Sa Cora de is Ortus e Su
Sruesciu Nieddu e poche altre zone.
Il monte Grighine, per la sua posizione strategica,
è da sempre punto di collegamento con
le montagne dell'interno e del nuorese e sembra
sia stato un rifugio sicuro per ladri di bestiame
e banditi, come confermano gli anziani quando
raccontano che negli anni Quaranta e Cinquanta
si nascondevano nella montagna più di
dieci pericolosi latitanti.
Alla fine degli anni Sessanta e primi Settanta
la svolta forse storica della montagna; sono
ceduti da tutti i comuni del perimetro quasi
seimila ettari di territorio ad una società
per la realizzazione di un grande rimboschimento
a scopo industriale. Ben presto i bulldozer
cominciarono a ripulire e a dissodare il terreno,
intervenendo anche in costoni con pendenze superiori
al 50 per cento e provocando così gravissimi
danni ambientali a causa del dilavamento della
superficie da parte delle piogge. A quei tempi
si misero a dimora milioni di alberi del tipo
"Pinus Radiata" da destinare come
materia prima alla cartiera di Arbatax.
In un primo momento pareva che il Grighine avesse
assorbito abbastanza bene questo radicale cambiamento
ambientale al punto che man mano che crescevano
gli alberi e i costoni assumevano il colore
verde scuro, qualcuno paragonò molto
fantasiosamente questa montagna ad un angolo
di Svizzera.
Un pauroso incendio, di probabile origine dolosa,
distrusse tutta la piantagione il 26 e il 27
luglio 1983. Furono momenti drammatici: le fiamme
in poco più di ventiquattro ore ridussero
in cenere tutto il Grighine, alimentate da un
forte vento di scirocco. Andarono in fumo con
gli alberi anche le speranze degli operai della
zona che avevano creduto fino in fondo di avere
in futuro con questo rimboschimento. Il Grighine
aveva ancora una volta subito un altro grave
attentato al suo naturale equilibrio ambientale.
L'anno successivo a questo disastro giunse il
momento della rinascita del Grighine: tutti
gli amministratori dei comuni interessati si
misero, chi più chi meno, a chiedere
i finanziamenti necessari per mettere in cantiere
i progetti per un rapido rimboschimento. Diversi
gli indirizzi scelti dai vari comuni; in linea
generale comunque si è puntato anche
ad alleviare i problemi dei disoccupati, assumendone
un numero sempre maggiore nei vari cantieri
di rimboschimento. Buoni i risultati ottenuti
finora. Numerosissime infatti le piantine messe
a dimora: lecci, sughere, roverelle, molte delle
quali già adulte e rigogliose, ed altre
essenze particolarmente adatte al territorio
del Grighine.
La speranza degli abitanti Di Siamanna e degli
altri paesi dei Grighine é che questa
sia la volta definitiva per la rinascita della
montagna che per millenni ha accompagnato la
vita e la crescita anche sociale di queste popolazioni.